Quando siamo stati con Baobab a pulire l’ex centro ittiogenico davanti alla stazione Tiburtina e tutti dicevano “non c’è un problema migranti”?
Mentre il mondo si commuove alla mano alzata di Papa Francesco sui capi dei giovani immigrati a Lesbo, in Grecia, in questa settimana Roma si appresta a doverne accogliere centinaia senza nessuna commozione.
Dopo una riunione martedì – sicuri anche dell’arrivo di nuovi migranti (11 – di cui alcuni minori – sono già davanti al Baobab e questa notte ammireranno le stelle dal marciapiede salvo soluzioni tampone) si è deciso di trovare un seguito e uno spazio all’esperienza di via Cupa del centro Baobab.
Questa mattina di buon ora eccoci tutti lì – cittadini comuni per lo più consapevoli del disagio che arriverà non per noi ma per chi arriverà, appunto – a pulire l’ex centro ittiogenico davanti alla stazione Tiburtina. Location perfetta da indicare ai migranti – che ancora continuano a sbarcare al non lontano via Cupa – già transitanti per la rotta dell’Albania e delle coste pugliesi, sembra.
Il luogo di archeologia industriale è bellissimo con le sue vasche di coltura ittica ed è un luogo adatto a ospitare i migranti. Ma dopo una mattina di faticoso diserbaggio arriva pronto lo sgombero, coi blindati e la celere.
Nuove promesse. E ci auguriamo che il nuovo tavolo sensibile non rimanga l’ennesimo pugno sul tavolo battuto dai facenti funzione a riprova della loro comprovata leggerezza su un tema che questa settimana sarà all’onore delle cronache non per viaggi apostolici ma per emergenze.
Per tranquillizzare i terrorizzati residenti va bene minimizzare: è stato solo gardening nel vostro giardino, tranquilli! Ci risentiamo ai prossimi sbarchi!